| Di Redazione,
lunedì 12 gennaio 2009
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Il débat public sulla gronda autostradale virtualmente è già cominciato. Nel senso che il Comune di Genova ha reso disponibili on line sul proprio sito (vai su www.comune.genova.it e guarda le ipotesi) tutti gli elementi su cui si basa il grande dibattito pubblico alla francese: i cinque tracciati del by-pass tra i quali scegliere, le modalità e i tempi dell’iniziativa, le forme e i mezzi con cui i cittadini potranno far sentire la propria voce e partecipare attivamente al dibattito. Raccogliendo dati, informazioni e documenti, inviando suggerimenti e proposte, chiedendo chiarimenti e dettagli, depositando note scritte. E, ovviamente, prendendo parte agli incontri pubblici che saranno organizzati sul territorio, tra febbraio e aprile, dal Comitato per il débat public presieduto da Luigi Bobbio.(leggi tutto)
I dettagli. Le prime due opzioni riguardano la cosidetta gronda bassa. Una prevede la costruzione di un viadotto di 1.120 metri, a otto corsie, immediatamente a valle dell’attuale ponte Morandi, che sarebbe demolito. Quattro miliardi e 300 mila euro la stima dell’opera, che salverebbe Ansaldo Energia mettendo però “in ombra” (o forse addirittura cancellando) un paio di insediamenti produttivi in via Lorenzi. Come nel caso della gronda più alta (di cui diremo più avanti), anche per quella più bassa a sud del Morandi è ipotizzata una nuova galleria, parallela all’attuale tunnel autostradale tra il Polcevera e il casello di Sestri, con sbocco diretto all’aeroporto. Durata dei lavori: 7 anni e 10 mesi. Il vecchio viadotto, oggetto di una permanente e costosa manutenzione, andrebbe giù anche nella seconda opzione ma, in questo caso, la nuova struttura, di 959 metri, sarebbe riedificata immediatamente a monte scavalcando le aree di Ansaldo Energia. Costo: 4 miliardi e 100 mila euro. «L’alternativa intermedia - si legge ancora nella scheda pubblicata sul sito del Comune - attraversa la Valpolcevera da Teglia a Bolzaneto con un ponte di mille metri e prosegue in galleria sotto il quartiere Begato per poi innestarsi sulla A7 e sulla A12». Il ponte, in buona parte, passerebbe sopra le aree ferroviarie di Trasta ormai quasi dismesse. Espropri, sfratti e demolizioni dovrebbero essere, dunque, limitati rispetto ai due progetti del Morandi bis, che includono la realizzazione di gigantesche elicoidali per il raccordo con la nuova tratta per Voltri, a Ovest, e il nuovo collegamento con la A12, a Est. Costo: 4,3 miliardi di euro. Tempi: 7 anni e 7 mesi. Quarta opzione: la gronda medio-alta, che «attraversa il Polcevera immediatamente a valle della confluenza con il Secca», sfiora il complesso produttivo di via degli Artigiani, sovrasta il nuovo mercato ortofrutticolo, è dotata di un mega svincolo e prosegue, in galleria, sino all’innesto sull’A12 in valletta Rio Torbella. Insieme alla gronda alta è l’ipotesi più costosa: 5,7 miliardi di euro. Durata del cantiere: 7 anni e 11 mesi. Investimento e tempi sono identici a quelli preventivati per la quinta e ultima opzione: la gronda alta, che subito dopo il Varenna si biforca. Un braccio piega verso Sud raggiungendo in galleria l’aeroporto di Sestri, un altro sale a Nord e oltrepassa la Valpolcevera con tre ponti tra Geo e Manesseno. 10 gennaio 2009 Vincenzo Galiano Ultima modifica : lunedì 12 gennaio 2009
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