| Di Redazione,
mercoledì 14 gennaio 2009
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da Repubblica L´Ateneo manda in pensione 140 dipendenti nel 2009: professori ordinari, associati, ricercatori e personale tecnico amministrativo. Il Rettore Giacomo Deferrari ha preparato un taglio al personale clamoroso per l´Università di Genova perché utilizza un articolo di legge che prevede che possa essere messo a riposo ogni dipendente che abbia almeno quarant´anni di contributi. In più, Deferrari taglia anche il cosiddetto "biennio Amato", ovvero la norma che consente ai dipendenti pubblici di rimanere in servizi altri due anni, dopo aver raggiunto l´età della pensione (70 anni). Il 6,2%, tra docenti e ricercatori, e il 3% dei tecnici amministrativi, entro l´anno, saranno congedati. Il Rettore presenterà il suo piano già nella prossima seduta del senato accademico. Se la rivoluzione Deferrari, come pare certo, verrà varata da senato e consiglio d´amministrazione, entro quest´anno ci saranno una ventina di professori (ordinari e associati) in meno, su un totale di 1.043, e circa 80 ricercatori lasceranno il proprio incarico (su 571). Così una quarantina di dipendenti del settore tecnico amministrativo (su un totale di 1.359 lavoratori). Il taglio al personale è doppiamente necessario al Rettore Deferrari. Innanzitutto per realizzare un "Ateneo virtuoso", secondo le indicazioni della Gelmini. Ovvero: entro il 2011 la spesa per il personale di ogni Ateneo italiano non dovrà superare il 90% del Ffo (il Fondo di finaziamento ordinario che lo Stato assegna, ogni anno, alle Università). Se i tagli non avvenissero, la quota del 90% sarebbe sfondata. E addio "premi" per la virtù dimostrata. Questa manovra apre anche l´opportunità all´Università di Genova di "svecchiare" il profilo dei dipendenti, a partire proprio dai docenti. Anche perché il nostro Ateneo è un caso nazionale ormai noto per l´età media dei docenti, la più alta di tutto il Paese: 60,2 anni per i professori ordinari (contro la media nazionale del 58,7) e 47,6 anni per i ricercatori (contro il 44,7). Per non lasciare l´Università più povera di professori e ricercatori e pure per fare di necessità virtù, Deferrari ha previsto di assegnare alle singole facoltà la possibilità di assegnare contratti d´insegnamento a giovani docenti e di distribuire posti di lavoro a ricercatori che, oltre a rinnovare l´aria universitaria, peseranno decisamente meno sulle casse d´Ateneo. E proprio con il pensionamento dei 140 dipendenti, a fine anno, l´Università potrà vedersi riconoscere dal Miur un bonus economico in quanto "virtuosa", con il quale Deferrari ha stabilito che pagherà le nuove forze che recluterà. (13 gennaio 2009) Michela Bompani
Ultima modifica : mercoledì 14 gennaio 2009
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