Nei giorni scorsi abbiamo assistito ad un piccolo terremoto politico: l'uscita di Rifondazione Comunista dalla maggioranza che sostiene il sindaco di Genova. La lettera inviata dall'attuale segretario del PRC alla Vincenzi è decisamente eloquente: si parla infatti di scarsa attenzione alle tematiche sociali, di questione morale. Tutti grandi e pesanti temi che ben giustificano, di per se stessi, il ritiro dell'appoggio ad una maggioranza nella quale evidentemente i circoli di Rifondazione (si parla infatti di una consultazione che ha coinvolto circa 200 iscritti su 800) non si riconoscono più. Il pronunciamento ha coinciso con la votazione del bilancio comunale. Risultato pratico, al di là della lettera ufficiale? Zero. Nessun cambiamento in giunta, nessuno nei numeri della maggioranza. Occorre a questo punto evidenziare la situazione degli eletti di PRC in consiglio e in giunta comunale... Rifondazione poteva qui contare, ad inizio legislatura, su tre consiglieri eletti ed un assessore. Ora come ora, dopo il comunicato di uscita dalla maggioranza, come si sono comportati questi eletti? Di uno possiamo anche non parlare, visto che è passato all'Italia dei Valori già da qualche tempo, con un gran senso di colpa nei confronti di chi lo aveva votato sperando in una Sinistra unita, ma tant'è, sono le circostanze che lo hanno costretto a questo passo. Degli altri, uno fa riferimento a Sinistra Europea ed ha votato a favore del bilancio, condividendolo. Un altro consigliere ha già restituito la tessera del partito e insieme all'assessore, ancora pienamente in carica, dichiara con tranquillità di non fare più riferimento a Rifondazione. E in effetti un altro evento (del quale non si è fatta alcuna menzione da nessuna parte se non sui siti che appoggiano il progetto della Costituente) interessante di questo periodo è stato l'annuncio della prossima costituzione di gruppi consiliari de La Sinistra, insieme ad un comunicato stampa nel quale gli amministratori locali che aderiscono al progetto della Costituente de La Sinistra dichiarano di appoggiare e condividere il bilancio comunale. Ma come ho detto, non andate a cercare grandi notizie di questo fatto sui giornali o sui TG locali: La Sinistra non c'è... Tristan Tzara definiva il Dada, nel manifesto enunciativo del movimento, come l'assenza di logica, l'evento creativo fine a se stesso, l'artista che crea casualmente solo per marcare la propria esistenza. La creatività puramente e autenticamente autoreferenziale. Qui abbiamo un partito che non ha più il controllo dei propri eletti che dichiara di uscire da una maggioranza della quale, sostanzialmente e nella pratica, non fa già più parte. Un grande, beau geste Dada. A margine, si può notare che l'unica, veemente replica sia venuta dal PD che con il suo segretario regionale ha reagito energicamente agli accenni sulla questione morale. Ma se andassimo a sottolineare tutti i nervi scoperti di una classe dirigente genovese (e non solo) il cui unico sforzo serio sembra essere quello di giustificare e perpetuare se stessa, non la finiremmo più. Aspettiamo ora la prossima iniziativa di questa politica Dada... chi sarà il primo a colorare di rosso la fontana a de Ferrari, o ad incellofanare Palazzo san Giorgio, urlando al mondo (che ha tante, tante, tante altre cose a cui pensare) "IO esisto!" ?
di Gianni Morando (responsabile agricoltura Legambiente Liguria)
Martedì scorso 23 dicembre 2008, Genova ha visto sfilare per Via XX settembre fino a piazza De Ferrari circa 2000 agricoltori. Una lunga e rumorosa macchia gialla il colore che identifica uno dei tre sindacati agricoli, la Coldiretti. Asini, fischietti, trattori e sbandieratori, vacche e tanti volti anziani solcati dai sentieri dei ricordi. Una manifestazione indetta contro le politiche soprattutto regionali che a detta degli organizzatori non tutelano e sostengono adeguatamente le imprese agricole liguri. All´interno dello stesso corteo, quasi in fondo, uno sparuto gruppuscolo di contadini di età forse più giovane della media percepita, privi di drappi o vessilli gialli, distribuiva un volantino che titolava: "Per l´Unità dei contadini...". Questo spezzone del corteo denunciava le centrali sindacali "che sopravvivono con le loro mostruose complicazioni burocratiche sulle spalle delle poche aziende ancora in vita continuando a dividerle anche in piazza". La realtà di gran parte delle aziende agricole liguri, ma anche nazionali sta proprio in questo dato: a fronte di richiesta di inizio attività e contributi di alcune centinaia di giovani imprenditori agricoli sotto i 40 anni, si verifica una morienza aziendale nei nostri territori che non lascia alcuna speranza. Se non cambiano le cose, fra 20-30 anni l´agricoltura come l´intendiamo noi sparirà dalle nostre terre. Politiche sbagliate a sostegno, eccesso di burocratizzazione contabile e sanitaria, mercati globalizzati, dominio economico e predatorio delle agroindustrie e delle grosse catene distributive alimentari stanno determinando la sparizione della figura economico-professionale del contadino. Specie vegetali ed animali, usanze, tradizioni, ricette, convivialità e benessere sacrificati sull´altare del profitto di pochi alle spalle dei molti che per decenni hanno messo a disposizione della Terra saperi e passioni. La scomparsa delle api e l´impoverimento e la desertificazione di molti territori dovuti all´eccessivo uso di diserbanti e insetticidi, dimostrano come l´uomo abbia fatto terra bruciata dietro il suo percorso insensato. I prodotti che derivano dal lavoro contadino sono quelli che permettono a tutti noi di vivere giornalmente. Sempre più questi prodotti risultano omologati e standardizzati per essere recepiti dalla domanda "imposta" dalla distribuzione. Le piccole aziende agricole familiari caratteristiche dei nostri territori risultano automaticamente espulse da questa logica e per questo "fuori mercato". La crisi economica che ci sta per raggiungere potrebbe segnare una possibilità di svolta, la politica sta riflettendo sugli errori commessi. Allora forza contadini, agricoltori, unitevi tutti quanti per rivendicare il ruolo indispensabile di questa figura professionale che garantisce il presidio dei territori, produzioni di qualità magari senza uso di sostanze di sintesi, tutela della biodiversità e delle zone boschive e di alpeggio come nel caso della nostra regione. Il cittadino può salvare il contadino preferendo comprare una mela brutta, , ma buona, in un mercatino, piuttosto che al supermercato o organizzandosi insieme ad altri per acquistare direttamente in azienda, controllando così i metodi di produzione e spuntando un prezzo giusto per sé e per chi produce. In un periodo come questo garantire la sopravvivenza del contadino sulla terra è l´ultimo investimento che ci possiamo permettere, se vogliamo lasciare qualcosa di buono ai nostri figli.
"Io racconto una storia a te, tu la racconterai ai tuoi figli, e i tuoi figli la racconteranno ai loro amici. Fino a che questa storia avrà gambe per camminare, non morirà mai. Quando qualcuno inizerà a dimenticarla, questa storia svanirà per sempre. E alla fine avranno vinto loro"
Daniele Biacchessi "Il paese della vergogna"
Per non dimenticare Portella della Ginestra, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Italicus, Bologna, Peteano, Questura di Milano, Rapido 904, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, via dei georgofili a Firenze, via Palestro a Milano, Rocco Chinnici, Mauro Rostagno, Peppino Impastato, Placido Rizzotto, Fausto e Iaio, Roberto Franceschi, Giorgiana Masi, Piero Bruno, Mariano Lupo, Alceste Campanile, Saverio Saltarelli, Pino Pinelli, Franco Serrantini, Claudio Varalli, Giannino Zibecchi, Carlo Giuliani.......
vi segnaliamo alcuni appuntamenti ludici a ridosso del Natale: - mercoledì 24/12 dalle 22:00 vigilia di Natale laica al circolo Arci Luigi Ratto di Murta, tra l'altro il circolo chiuderà a fine anno dopo 17 anni di attività: - giovedì 25/12 dalle 21, Fabio Casanova con i “Bricchi Gotti & Lambicchi" in concerto al circolo Arci "Il Popolo" di Isoverde
Presto gruppi consiliari de "La Sinistra" a Genova.
Giudizio positivo sul Bilancio del Comune di Genova.
Occorre rilanciare le Amministrazioni di centrosinistra nel Paese
E' sorto a Genova, venerdì 19 dicembre, il Forum degli Amministratori de La Sinistra. Al primo incontro hanno partecipato Consiglieri e Assessori della Provincia di Genova, del Comune Capoluogo e dei Comuni limitrofi.
Il Forum degli Amministratori si impegna a realizzare in tutti i Consigli della Provincia gruppi unitari degli eletti che hanno aderito alla Costituente per La Sinistra.
L'incontro è stato anche occasione per una valutazione sul Bilancio previsionale in discussione nel Consiglio Comunale di Genova.
"E' giusta la scelta del Comune di Genova di iscrivere a Bilancio l'intero importo derivante dall'ICI. E' una decisione, quella presa dalla Giunta, che impegna tutte le forze politiche e sociali della città ad esercitare pressione sul Governo perché mantenga gli impegni assunti e non pretenda di scaricare sulle Amministrazioni Locali gli effetti della cancellazione della maggiore risorsa di cui dispongono i Comuni. E' positivo inoltre che questa decisione sia accompagnata dalla promessa di confermare interamente le risorse destinate nello scorso anno alla spesa sociale e ai servizi alle fasce deboli. La mancata previsione di aumenti tariffari e il confermato non inserimento di ipotesi di dismissione del patrimonio abitativo pubblico segnano infine ulteriormente la discontinuità con gli indirizzi passati e l'importante influenza delle culture e delle componenti progressiste e di sinistra presenti nell'Amministrazione cittadina".
Il Forum de La Sinistra ha infine annunciato per il mese di gennaio la convocazione di un dibattito pubblico sul ruolo delle Amministrazioni Locali.
"Le amministrazioni di centrosinistra stanno conoscendo una grave crisi e stanno minacciando di franare sotto il peso di atti politicamente e legalmente rilevanti. Bisogna recuperare, prima che sia troppo tardi, un profilo di queste esperienze di governo locali e renderle profondamente distinguibili e differenti dalle pratiche di governo del centrodestra. La stessa drammatica crisi economica che attraversa pure il nostro Paese può rappresentare un'opportunità; specie adesso che finalmente viene riconsiderata l'importanza di un intervento pubblico in economia e svaniscono le illusioni liberiste dell'ultimo decennio. Le amministrazioni possono svolgere un ruolo importante proponendo un massiccio e strategico intervento di rilancio chiedendo un rinnovamento del sistema del trasporto pubblico, di recupero e rinnovamento del patrimonio scolastico e di quello abitativo".
RIPARTE oggi il servizio di Navebus, il fortunato collegamento via mare tra Pegli e Caricamento. E sempre da oggi sarà disponibile il servizio-navetta oltre la frana di via Monte Guano per chi vuole raggiungere il cimitero di Coronata.Prima di tutto, il ritorno di Navebus. Aster ha terminato ieri i lavori di ripristino della banchina a Molo Archetti, distrutta dall'ultima mareggiata. A partire da oggi riprenderà quindi il servizio con i consueti orari, che sono riportati di seguito. Dal lunedì al venerdì con partenze dal Porto Antico alle 6.20, 7.40, 9.00, 10.30, 13.10, 14.30, 15.50, 17.20, 18.40, 20; da Pegli alle 7.05, 8.15, 9.40, 11.10, 13.50, 15.10, 16.30, 18, 19.20, 20.35; al sabato e nei festivi con partenze dal Porto Antico alle 9.20, 13.20, 14.40, 16.00, 17.20, 18.40; da Pegli alle 10.00, 14.00, 15.20, 16.40, 18.00, 19.20. A Coronata. Sempre l'azienda dei bus comunica che, a partire da oggi, è istituito un servizio bus navetta di collegamento con la linea 62, limitata al Santuario di Coronata a seguito di una frana. Il servizio navetta, che collegherà la zona della frana con il cimitero di Coronata e Testa di Cavallo, sarà attivo dal lunedì alla domenica: nei giorni feriali dalle 6 alle 18, nei festivi dalle 8 alle 14.La richiesta di una pronta risoluzione del disagio era stata sollevata in Consiglio comunale da Salvatore Lecce, consigliere Pd, al quale aveva risposto l'assessore alle Manutenzioni Elisabetta Corda. «La settimana prossima inizieranno i lavori per il rispristino della circolazione delle auto - spiega Lecce - dureranno fino al 15 gennaio, e costeranno al Comune 150 mila euro».Il transito dei pedoni, nel frattempo, viene assicurato dal passaggio concesso attraverso il cortile della casa di cura "Immacolata".
Proprio a Natale saranno sfrattati dalle loro case salita San Paolo. E chiedono aiuto al Comune
«Casa e dignità» è il grido che precede e accompagna i tamburi e i ritmi della Banda di Caricamento in giro tra Prè e via del Campo, in una domenica pomeriggio ad una manciata di giorni da Natale. «Chiediamo di vivere con dignità, se stiamo qui è perché, anche se siamo regolari e abbiamo un lavoro, ai neri le case non le affittano» spiega Youssouf, che viene dal Senegal e, come dice lui, fa il paninaro, cioè riempie panini.
Ma lui, Babakhar l´operaio, Balder, Simon, trenta in tutto, non vogliono comunque lasciare quei tre appartamenti al secondo piano di salita San Paolo, tra la Commenda e Principe, che sono in realtà loculi dipinti di un blu elettrico e cattivo, con le brande accatastate, i bagni storti e fatiscenti, le finestre chiuse con lo scotch per impedire al freddo di entrare: perché in almeno due alloggi su tre non c´è riscaldamento né acqua calda.
E da qui, la mattina della vigilia di Natale verranno sfrattati perché la locazione è finita e loro non pagano affitti e spese, asserisce il padrone di casa; in realtà, dimostrano loro, noi paghiamo, ma le ricevute non le abbiamo mai avute, e tutto questo è un trucco per chiederci ben di più: 1600 euro per due locali e un soggiorno grande, altri mille per due stanzette, una turca e un ripostiglio chiamato cucina. Così, la vigilia di Natale, sotto il portone ci sarà un presidio, e intanto è al Comune che Youssouf e i "fratelli" chiedono una risposta: «Vogliamo una casa, paghiamo le tasse per questo».