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La realtà in Gaza

Di Redazione, domenica 04 gennaio 2009

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Mark Gilbert del grupo di aiuto norvegiese medico con uno dei primi gruppi medici occidentali autorizzati ad entrare a Gaza.
Questa è, per chi non conosce l'inglese, la traduzione dell'intervista pubbicata qui sotto. Non è una traduzione ufficiale e considerata la qualità del video alcune parti non sono comprensibili.
ringrazo mia sorella Herta per l'aiuto (Cristiana Manenti)


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La situazione a Gaza e’ un completo disastro creato dall’uomo. Siamo arrivati a Gaza questo pomeriggio e abbiamo visto che
la gente è per lo piu’ senza cibo, ci sono lunghe code per il pane, fa molto freddo e’ inverno e non c’e’ nulla per scaldare le case.
Siamo ora in mezzo a moschee bombardate e ospedali colpiti da bombe, gli ospedali principali sono stati colpiti, con le finestre rotte. Ha Gaza non ci sono i medicinali base e ci sono 2000 feriti e molti molto gravi. Gli ospedali mancano dei medicinali e delle attrezzature di base e non hanno abbastanza personale dato che lavorano da 5 giorni ininterrottamente 24 ore al giorno per soccorrere i feriti .

Israele dice che fa passare gli aiuti ma in realta’ non e’ vero che stia arrivando sufficiente aiuto.
Gli aiuti non stanno passando o almeno non fino ad ora. (segue)


Ultima modifica : domenica 04 gennaio 2009

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Ultime notizie
 
BRUCIARE LA BANDIERA DI UN POPOLO È COME BRUCIARE LA NAZIONE

Di Redazione, domenica 04 gennaio 2009

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"Bruciare la bandiera di un popolo e' come bruciare la nazione. La Bandiera e' un simbolo". Lo afferma Moni Ovadia, musicista e attore teatrale di origini ebraiche, commentando il gesto delle bandiere di Israele bruciate a Milano per protestare contro i bombardamenti di Israele su Gaza.
"Questo gesto- continua Ovadia- comporta una responsabilita' pesante che si ripercuotera' anche sui governi successivi, che devono risolvere la situazione con soluzioni vere e non finte soluzioni. La responsabilita' dei paesi arabi e' molto forte e hanno strumentalizzato l'area palestinese".
"Questi gesti rappresentano qualcosa che fa di tutta un'erba un fascio. Questi gesti non aiutano, ma danneggiano la Palestina.
Preferirei- conclude- manifastazioni che si esprimessero con il silenzio. Manifestazioni silenziose, di solidarieta'".

A GENOVA MARTEDI' 6 GENNAIO 2009 DALLE 15.30 ALLE 16.30 SAREMO IN PIAZZA MATTEOTTI, DI FRONTE A PALAZZO DUCALE, A MANIFESTARE LA NOSTRA SOLIDARIETA' COI POPOLI COLPITI, FERITI E UCCISI DALLA GUERRA IN PALESTINA. UN SIT IN SILENZIOSO, SOLO CON LE BANDIERE DELLA PACE, PERCHE' IL SANGUE NON HA COLORE O BANDIERA. 


Ultima modifica : domenica 04 gennaio 2009

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Dibattiti
 
Caro Mustapha, perdonaci!

Di Redazione, sabato 03 gennaio 2009

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Raffaella Bolini (responsabile Internazionali dell'Arci) 

E’ amara come questi giorni cupi, caro Mustafah, la vostra lettera. Fa male. E’ indirizzata anche a noi, alla nostra incapacità di smuovere le montagne per venirvi in soccorso. Dice la verità. Non ci stiamo riuscendo.

Che non vi abbiamo dimenticati, questo lo sapete. C’è chi vive con voi ogni giorno perfino dentro Gaza, chi finanzia i vostri centri giovanili e chi difende i vostri olivi, chi organizza i viaggi di solidarietà e i campi di lavoro, chi ha navigato sulla Dignity speronata.

C’è chi insiste a fare informazione corretta e chi a farvi parlare, chi ad ogni atto del vostro dramma organizza un sit-in, una petizione. C’è chi, dal Parlamento Europeo al piccolo gruppo locale, continua a fare della vostra tragedia la ragione del proprio impegno civile.

Ma sappiamo bene che questo non vi basta, che volete altro. (segue)

 


Ultima modifica : sabato 03 gennaio 2009

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Dibattiti
 
a Genova la Marcia per la Pace di sant’Egidio

Di Redazione, giovedì 01 gennaio 2009

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Mentre 34 paesi sono coinvolti in conflitti, il Medio Oriente è in fiamme e dall’Africa giungono notizie di nuove violenze, nell’anno in cui ricorrerà il settantesimo anniversario dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale, il mondo si appresta a celebrare la Giornata della Pace e a Genova il primo gennaio si attendono duemila persone all’incontro con il cardinale Bagnasco e alla marcia in cui si ricorderanno i paesi colpiti dalla violenza.
Di fronte allo scenario tragico delle guerre nel mondo, papa Benedetto XVI farà risuonare, nel messaggio che verrà proclamato il primo giorno del 2009, l’antico monito di Leone XIII: «ciascuno faccia la parte che gli spetta e non indugi»: e il primo modo di contrastare la violenza – dirà il pontefice - è quello di impegnarsi per la costruzione di società meno ingiuste.
Come ogni anno il primo gennaio la Comunità di Sant’Egidio vuole far giungere il suo sostegno al messaggio del Papa “Combattere la povertà, costruire la pace” e alla sua sollecitudine per la pace nel mondo con manifestazioni e preghiere in 600 città di tutti i continenti.
A Genova l’appuntamento è giovedì 1 gennaio 2009 alle 15
nella basilica dell’Annunziata,
con gli interventi di testimoni provenienti da zone di conflitto, e una riflessione del cardinale Angelo Bagnasco.
Alle 16,30 partirà la marcia per la pace da piazza della Nunziata per le vie del centro antico fino a piazza San Lorenzo.
Sarà un’occasione per ricordare tutte le terre che nel Nord e nel Sud del mondo attendono la fine della guerra, fonte di sofferenza per tanti popoli e “madre” di tutte le povertà, e la fine del terrorismo e sperano nell’unità e nella pace della famiglia umana.
Cristiani e credenti di tutte le religioni, uomini e donne di buona volontà, sono invitati ad unirsi per manifestare che la pace è possibile e che la guerra non è inevitabile.

fonte: liguriaoggi  


Ultima modifica : giovedì 01 gennaio 2009

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News Locali
 
Questi non sono gli auguri di buon anno..ma una lettera che arriva da Ramallah

Di Redazione, mercoledì 31 dicembre 2008

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da Arci, Carlo Testini 

“Non è il fondamentalismo, a essere bombardato in questo momento, ma tutto quello che qui si oppone al fondamentalismo. Tutto quello che a questa ferocia indistinta non restituisce gratuito un odio uguale e contrario, ma una parola scalza di dialogo, la lucidità di ragionare, il coraggio di disertare - non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l'altra Palestina, terza e diversa”

Questo è il brano di una lettera che arriva da Ramallah.

E' stata scritta da Mustafah Barghouti,
una delle figure più importanti e lucido dello scenario palestinese, medico, attivista di società civile e della politica, attivista resistente nonviolento, fondatore del Palestinian Medical Relief e della Palestinian National Initiative.
Ha collaborato con lui Francesca Borri, giovane e bravissima scrittrice italiana, pacifista e nonviolenta.


Ramallah, 27 dicembre 2008.

E leggerò domani, sui vostri giornali, che a Gaza è finita la tregua. Non era un assedio dunque, ma una forma di pace, quel campo di concentramento falciato dalla fame e dalla sete. E da cosa dipende la differenza tra la pace e la guerra? Dalla ragioneria dei morti? E i bambini consumati dalla malnutrizione, a quale conto si addebitano? Muore di guerra o di pace, chi muore perché manca l'elettricità in sala operatoria? Si chiama pace quando mancano i missili - ma come si chiama, quando manca tutto il resto?


Ultima modifica : mercoledì 31 dicembre 2008

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Ultime notizie
 
non serve solo La Sinistra. serve una Sinistra 3.0

Di Mario, martedì 30 dicembre 2008

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Il 13 dicembre scorso all'Ambra Jovinelli è andata in scena la rappresentazione di una Sinistra che nei fatti e almeno in molte realtà locali cerca di resistere, crescere, amalgamarsi, produrre esperienze concrete. E che chiede a molteplici voci di avere una classe dirigente degna di questo nome che la rappresenti pienamente. Da notare che nessuno dei big presenti si è fatto sentire, defilandosi dietro un generico "lasciamo la parola alla base" che ha evitato ad alcuni di loro di prendere posizione rispetto ad una platea che ha riservato gli unici fischi al solo intervento annaspante un timido andiamoci piano, la gatta frettolosa fa i gattini ciechi": le contraddizioni e le difficoltà in cui annaspano diverse fra le forze politiche ufficiali che concorrono alla costituzione dell'associazione "per la sinistra" sono evidenti, come pure è evidente che in tanti vogliono che questa nuova Sinistra nasca prima possibile e non solo per una, sia pure importante ma del tutto incidentale, lista per le elezioni europee.

Ma La Sinistra dell'Ambra Jovinelli è La Sinistra che verrà? Molto dipende dai metodi, dagli atti concreti che devono seguire a quell'assemblea. Dal modo in cui si riuscirà a valorizzare le varie esperienze che si sono sviluppate a pioggia nelle più diverse situazioni. Dall'onestà intellettuale con la quale si sarà capaci di leggere le difficoltà presenti e trovare soluzioni condivise, al di là della propaganda. E guardare a ciò che avviene in questo stesso momento nel Partito Democratico può essere utile, perchè noi che vogliamo la nuova Sinistra non possiamo pensare di essere immuni ai problemi che stanno venendo fuori in quel partito dopo i gazebo, i proclami e le manifestazioni autocelebrative che ne dovevano sancire la forza. Non è solo, se perdonate il gioco di parole, una questione di morale.

 


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Dibattiti
 
GENOVA: CALANO I CONSUMI MA NON PER TUTTI

Di Redazione, lunedì 29 dicembre 2008

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se lo dite voi.... (NDR)

Genova, 28 dic. - (Adnkronos) - Il calo dei consumi a Genova c'e', nasce dalle paure, ma e' contenuto, e non risulta uguale per tutti. Paolo Odone, presidente di Ascom-Confcommercio e della Camera di Commercio del capoluogo ligure, fa un primo bilancio dell'andamento delle vendite natalizie.

''Piu' che la crisi - premette Odone - e' la paura della crisi a farsi sentire. A Genova non abbiamo avuto un grosso aumento della cassa integrazione, i prezzi sono scesi, ma in questi giorni si registra una generale diminuzione delle vendite. I consumatori, grandi e piccoli, non hanno subito una contrazione del loro potere d'acquisto, sono stati spaventati, e resi cauti nello spendere, dalle voci di crolli di banche e di aziende''.

''Il calo precisa Odone - non e' affatto uniforme, varia molto, non solo da settore a settore, ma da esercizio a esercizio. Direi che si sta accentuando la selezione: chi ha le spalle piu' robuste resiste, va avanti, o addirittura migliora, chi ha un'immagine meno consolidata e magari dispone di scarse risorse finanziarie, arranca e rischia, qualcuno non chiude solo perche' costerebbe troppo liquidare fornitori, banche e dipendenti. Nell'alimentare, per esempio, uno grosso importatore di frutta secca mi ha detto che nonostante i timori di un calo ha poi venduto al di la' delle aspettative. Nella ristorazione vanno bene i locali che hanno un nome, un'immagine consolidata e un'offerta ben caratterizzata. Trovano poco spazio le proposte banali''.

''Come nell'abbigliamento. In centro citta' si vedono grandi negozi vuoti e altri strapieni. Una ragione c'e'. Abbigliamento e calzature, comunque, risentono anche della vicinanza degli outlet e dell'abitudine di andare a fare gite con acquisti fuori citta'. Bene va tutto il settore degli apparecchi tecnologici, cellulari, tv a 42 pollici, computer. Anche perche' l'elettronica dispone di grossi budget per la pubblicita'''

 


Ultima modifica : lunedì 29 dicembre 2008

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News Locali
 
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